Il federalismo fiscale può rappresentare tanto un’opportunità quanto una minaccia per la tanto attesa riforma del Welfare nel nostro paese, ha scritto Ranci Ortigosa in un recente editoriale di PSS (n. 21/2009) in cui preannunciava la pubblicazione dei principali interventi presentati al quinto seminario di Welforum, il forum dei dirigenti regionali delle politiche sociali promosso da Prospettive Sociali e Sanitarie, dedicato al tema del federalismo, dei livelli essenziali, del costo dei servizi. I contributi di questo speciale di PSS entrano nel merito di tale questione esaminandola sotto il profilo normativo (Onida), finanziario (Bosi e Mapelli), delle funzioni e dei ruoli regionali (Candela, Avanzini e Stea) e locali (Pesaresi, Motta), dei contenuti e livelli delle prestazioni (Tomba e Vinci, Motta, Forni) e di sperimentazioni per la loro introduzione (Faenzi, Candela, Tragust).
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L’articolo, di Katja Avanzini e Valentina Ghetti, nasce dalle riflessioni maturate all’interno del gruppo di lavoro Irs sul tema dell’accreditamento istituzionale a fronte degli sviluppi della normativa lombarda (Decreto regionale del Direttore generale n. 1254/10) e della condivisione con diversi interlocutori territoriali, con i quali si stanno portando avanti percorsi di predisposizione di sistemi di accreditamento per i servizi socio-assistenziali. L’articolo, inquadrando l’esperienza di accreditamento in Italia, descrive e analizza il caso lombardo, traendo alcune riflessioni in ordine alla possibile valenza strategica dell’accreditamento, inteso anche nella sua funzione di governo del sistema dei servizi socio-assistenziali. Nel fascicolo di PSS (n.5/10) l’articolo è seguito da un secondo contributo che integra le riflessioni del primo, ponendosi l’obiettivo di offrire spunti operativi, alla luce delle criticità e delle attenzioni illustrate.
Gli studi sui fenomeni migratori sono spesso focalizzati sul carico fiscale derivante dall’uso da parte della popolazione immigrata delle prestazioni garantite dallo stato sociale. Vengono qui presentate alcune riflessioni relative a un’indagine condotta nell’ambito delle attività sanitarie del Centro per la Tutela della Salute degli Immigrati del Presidio ospedaliero Ascalesi di Napoli.
Il 1º dicembre 2009 è entrato in vigore il trattato europeo di Lisbona. Il nuovo Trattato garantisce un’attenzione molto maggiore al tema dell’inclusione sociale rispetto a quelli precedenti. Quale impatto potrà avere nello sviluppo delle politiche di inclusione sociale Europa? L'articolo è firmato da Chiara Crepaldi.
Stefano Ricci propone un’analisi dei percorsi delle politiche per l’infanzia in Italia negli ultimi due anni, dalle vicende dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e del Piano diAzione per l’infanzia fino alla recente Conferenza di Napoli.
Tra i quesiti che si incrociano nei casi di abuso sessuale, risulta cruciale il tema della coerenza degli interventi di rete, in particolare per la connessione tra la rete giudiziaria e la rete sociale e terapeutica. Strategie efficaci di circolarità e integrazione tra i diversi interventi in atto sono importanti elementi di protezione verso il bambino coinvolto.
La supervisione ai tirocinanti di servizio sociale ha costituito da sempre un elemento fondante per la loro formazione, e la sua applicazione ha subito diverse trasformazioni nel corso degli anni. In un quadro abbastanza movimentato si sono svolte, dal 1996, le quattro edizioni del Corso di Formazione per Assistenti sociali Supervisori di tirocinio cui le autrici, Raffaella Puccio e Patrizia Taccani, si riferiscono in questo contributo.
Quotidiani e riviste usano spesso il termine “nonni” per denominare anziani e vecchi. L’articolo qui proposto, di Patrizia Taccani, parla invece di nonni nel vero senso della parola, di quel gruppo di persone prevalentemente anziane, ma non esclusivamente, chiamate ad assumere un nuovo ruolo familiare dai risvolti molto particolari, al di fuori di qualsiasi personale programmazione iniziale.
Sergio Pasquinelli e Cristiano Gori commentano gli esiti della la recente sanatoria di colf e badanti.
Con il “Pacchetto sicurezza”, il Governo afferma di voler combattere la mafia, contrastare l’immigrazione clandestina, tutelare la sicurezza urbana. In realtà, si alimentano le paure, inducendo a considerare l’immigrazione come un flagello contrastabile solo con misure di ordine pubblico. Meglio sarebbe iniziare a praticare politiche di lungo periodo, che mirino alle radici del problema. Ne scrive, Valerio Onida.
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